Cosa è il Taichi

Cosa significa Tai Chi?

I termini Tai Chi non sono di semplice traduzione perchè riguardano un mondo di idee abbastanza ampio. Tradurre infatti i termini in modo letterario sarebbe riduttivo se non addirittura banale.
In modo generico Tai Chi significa polarizzazione del puro yin e del puro yang. Nella declinazione di esercizio corporeo il Tai Chi infatti è la polarizzazione del Qi (energia vitale) dello Xia Dantian (下丹田) – area all’interno dell’addome – in puro yin e puro yang.
Quando lo Xia Dantian è polarizzato in yin e yang, genera un flusso potente e chiaro di Qi attraverso canali energetici speciali che trasportano l’energia vitale nelle varie regioni del corpo. Facendo un’analogia è qualcosa di simile al modo in cui i lati + e – di una batteria fanno fluire l’elettricità.

La polarizzazione in puro yin e puro yang può essere effettuata in diverse direzioni: ad esempio su e giù oppure dentro e fuori. Il flusso del Qi causato dalla polarizzazione può muoversi in linee su e giù per il corpo, in cerchi attorno al corpo e in spirali in tutto il corpo. L’armonizzazione di tutti questi flussi è chiamata “trattura della seta” perché la sensazione dei movimenti è come l’azione fluida, delicata e continua di quando si dipana a mano la seta da un bozzolo.

Il flusso del Qi dello Xia Dantian regola il sistema immunitario, fortifica il Qi degli organi, controlla la mobilità, governa la resistenza alle lesioni e influenza il modo in cui ci si percepisce energici, estroversi, espressivi e connessi. Una buona salute e una visione positiva ed equilibrata della vita si verificano in modo naturale quando il flusso del Qi degli organi e di quello dello Xia Dantien è abbondante e regolare.

Il Tai Chi Chuan, ovvero l’arte marziale dello Yin Yang

La parola Taiji (o Taichi) oggi viene adoperata per abbreviare l’insieme dei termini Tai Chi Chuan – o anche Taijiquan secondo l’attuale metodo di trascrizione pinyin – intendendo con questi un’arte marziale cinese di origine antica, di datazione incerta, che nelle ultime centinaia di anni ha dato vita a diversi stili combattivi di famiglia, tra i più noti: lo Yang, il Chen e il Wu e il Sun.

Sebbene molti conoscano il Taijiquan esclusivamente come arte marziale in tempi recenti il Taichi ha iniziato a trovare sempre più spazio nel mondo della salute e difatti questo è il motivo principale che spinge le persone a praticare ai giorni nostri.
Come arte marziale la pratica del Taijiquan va considerata speciale, un unicum, perché fa lavorare i praticanti in modo contro-intuitivo e porta alla scoperta di dimensioni e abilità corporee inaspettate.
Ciò detto, il Taijiquan va oltre l’ambito marziale stesso e che spinge i praticanti persino oltre l’idea di semplice benessere corporeo. Quest’arte antica, oltre a essere una scienza motoria, ben più completa dei sistemi moderni di ginnastica posturale, è una Via di coltivazione del Dao, un percorso attraverso il quale si allinea il proprio microcosmo fatto da corpo, mente e spirito. Non a caso nei corsi di TaijiGate si impara il Taijiquan attraverso un percorso che può essere pensato in 3 livelli di consapevolezza: corporea, energetica e spirituale.

Il Tai Chi e la salute

Nell’ambito della salute il potere benefico del Taijiquan è ormai riconosciuto da almeno due decadi grazie a diverse ricerche in ambito scientifico accademico svolte prevalentemente presso istituti di ricerca statunitensi. Tali ricerche hanno dimostrato come la pratica può essere portata avanti anche dagli anziani o dalle persone con problemi di disabilità motoria. La pratica del Taichi infatti oggi è consigliata dai medici e non presenta controindicazioni quando viene eseguita correttamente. Il Taichi inoltre si rivela un’ottima pratica fisica riabilitativa, così come un tipo di esercizio che aiuta a ritrovare il proprio centro di equilibrio fisico ed emotivo.
Nei corsi di TaijiGate si fa un percorso che porta giovamento a ogni livello grazie alla pratica delle forme, (sequenze lente di movimenti codificati) e tuishou (movimenti che coinvolgono due persone collaborative a contatto).

Accenni di filosofia e cosmogonia del Taichi

Quando l’energia allo stato Wuji (無極) – senza spazio e senza tempo – “inizia a muoversi”, diviene l’origine di una polarizzazione primordiale: negatività e positività, detta Yin-Yang. L’interazione tra le due forze primordiali complementari è l’espressione manifesta del Wuji. Alle origini del pensiero daoista (o taoista) questo processo di interazione venne chiamato Taiji e tutta la molteplicità dei fenomeni, l’universo stesso, visibile o invisibile, sono il risultato dell’interazione Yin-Yang. La trascrizione letterale di Tai-Ji (太極) è “suprema polarità” e il significato profondo dei due termini precede di almeno 1.500 anni quel sistema marziale che a partire dalla fine del 1800 venne conosciuto dai cinesi, grazie alla prima divulgazione per opera del Maestro Yang Luchan, con il nome Tai Ji Quan (o Taichi Chuan), traducibile come “arte marziale della suprema polarità” o “arte marziale dell’equilibrio yin-yang”. Ovvero l’incarnazione marziale della millenaria filosofia daoista.

Dato che alla base di ogni processo derivato dall’interazione dello Yin-Yang c’è l’energia detta Qi (氣), ovvero “forza della vita” o “energia vitale”, che pervade qualsiasi cosa e che è essenzialmente la manifestazione del Dao (道), la pratica del Taijiquan ingloba diversi esercizi, oggi definiti Qi Gong (氣功) – “lavoro con l’energia vitale” – attraverso la mente e il corpo (microcosmo) che sono una delle molteplici manifestazioni osservabili anche nel macrocosmo.

In linea generale può essere detto che la pratica del Taichi ha tre stadi, che di seguito vengono definiti come “corpo”, “mente” e “spirito”.

CORPO A un livello base, la lenta, controllata e continua variazione posturale, comporta miglioramenti, attraverso regole ben precise, dell’equilibrio e del sistema osteoarticolare, oltre a donare benefici all’apparato respiratorio. Tali benefici si ripercuotono positivamente sulla mente dei principianti che imparano ad acquisire, attraverso la “forma” (sequenza codificata di movimenti, in cinese taolu) uno stato rilassato, ovvero una dimensione nella quale si rilasciano le tensioni psciofisiche superficiali. Questo insieme di fattori con il tempo aiuta ad avere anche una migliore comprensione di sé stessi.

MENTE Nel livello intermedio la ricerca dei praticanti si sposta sul piano energetico, ovvero verso una nuova comprensione dell’essere (interno). Grazie al Taichi e al Qi Gong si impara a utilizzare l’energia vitale, Qi, attraverso il movimento Xin/Yi, mente conscia/subconscia. Questo aspetto sviluppa, tra le altre cose, Jin (forza interna). Il movimento energetico del Taichi è diverso dal movimento sportivo e aiuta a rilasciare le tensioni muscolari ed emotive.

SPIRITO Al livello avanzato si trova la dimora dello scopo ultimo della materia. Lo strumento del Taiji, utile inizialmente a fare un percorso trasformativo, diventa la Via della vita. Una volta avviata la trasformazione del proprio corpo-mente da rigido ad armonioso, comprendendo le dinamiche utili a muovere le energie interne, si inizia a esistere, fisicamente e mentalmente, in modo energeticamente consapevole.
Liberi dalle tensioni, armonizzando la polarizzazione yin-yang, si può quindi dedicare spazio alla ricerca del ritorno all’unità, al “senza estremi”, wuji, ricordando però che tanto la polarizzazione quanto l’unità che l’umano può raggiungere hanno la stessa fonte che è comune a tutte le cose esistenti. Questa fonte nella filosofia daoista è chiamta Dao, indicando qualcosa che non può essere descritto verbalmente in alcun modo.