Il Taijiquan affonda le proprie radici in una tradizione di testi brevi, densi e simbolici, noti oggi come Classici del Taijiquan.
Questi manoscritti costituiscono il nucleo teorico e concettuale da cui si sono sviluppati, nel corso dei secoli, tutti gli stili tradizionali di famiglia.
Comprendere i Classici significa comprendere il Taijiquan al di là delle forme, delle sequenze e delle differenze stilistiche, entrando nel territorio dei principi interni che regolano movimento, intenzione, struttura ed energia.
Cosa sono i Classici del Taijiquan
I Classici del Taijiquan non sono manuali tecnici né descrizioni di forme.
Si tratta di testi poetici e aforistici che delineano i principi essenziali dell’arte: il rapporto tra intenzione e movimento, tra rilascio e struttura, tra lavoro interno, pratica marziale e coltivazione interiore.
Storicamente, questi testi furono trasmessi in ambiti ristretti, spesso all’interno di famiglie o circoli chiusi, come supporto alla trasmissione orale e alla pratica diretta.
Proprio per la loro natura simbolica, richiedono un lavoro di interpretazione che tenga conto del contesto linguistico, culturale e storico in cui sono stati scritti.
I tre testi fondativi
Tra i vari scritti attribuiti alla tradizione del Taijiquan, tre manoscritti sono unanimemente riconosciuti come i più antichi e influenti:
- il testo attribuito a Wang Zongyue
- gli scritti di Wu Yuxiang
- i commentari e le annotazioni di Li Yiyu
Questi tre Classici costituiscono il riferimento comune da cui hanno origine tutti i principali lignaggi storici — Yang, Chen, Wu, Wu Hao e altri — ciascuno dei quali ha interpretato e sviluppato tali principi secondo la propria sensibilità espressiva.
Traduzione, commentario e studio
La difficoltà principale nell’avvicinarsi ai Classici del Taijiquan non risiede tanto nella loro brevità, quanto nella densità concettuale e nel linguaggio simbolico utilizzato.
Per questo motivo, uno studio serio dei Classici richiede:
- una traduzione attenta al significato originale dei termini
- un commentario che chiarisca le implicazioni pratiche
- un inquadramento filosofico e storico-culturale coerente
È solo attraverso questa triplice lettura che i principi espressi nei testi possono diventare strumenti vivi di pratica quotidiana, anziché formule astratte o slogan privi di contenuto.
Il libro
All’interno di questo contesto di studio si colloca il volume di Valerio Bellone, dedicato alla traduzione e al commentario dei tre Classici fondativi del Taijiquan.
Il libro non è un manuale di stile né un testo legato a una singola scuola.
È un’opera di riferimento rivolta a praticanti di ogni lignaggio che desiderano comprendere le radici comuni del Taijiquan e il significato profondo dei suoi principi interni.
Seconda edizione
La seconda attuale edizione (ottobre 2023) amplia e riorganizza alcuni contenuti introduttivi, eliminando materiali secondari e rendendo il percorso di lettura più coerente e progressivo, senza alterare il corpus centrale dedicato ai Classici di Wang Zongyue, Wu Yuxiang e Li Yiyu.
Lo studio dei Classici del Taijiquan non è un esercizio accademico, ma un passaggio essenziale per chi desidera comprendere il senso profondo della pratica, andando oltre la sola esecuzione formale.
Per Taiji Gate, il riferimento ai Classici non rappresenta un elemento ornamentale, ma il fondamento culturale e metodologico su cui si basa l’insegnamento dell’arte interna.

