Forma 85 Yang lenta tradizionale

Forma lunga tradizionale · Stile Yang

La Forma 85 nella scuola Taiji Gate

La forma 85 dello stile Yang è il cuore del programma tradizionale di Taijiquan della scuola Taiji Gate.

Non si tratta di una forma breve moderna, né di una sequenza, più o meno complessa, costruita per motivazioni dimostrative. Si tratta della grande forma dello stile Yang nella trasmissione di Yang Chengfu, insegnata da Taiji Gate secondo il riferimento della linea di Zhao Bin (趙斌) e indicata con il conteggio tradizionale in 85 posture. È la forma lunga tradizionale dello stile Yang, contata secondo una numerazione più sintetica rispetto ad altre linee.

In cinese può essere indicata come Yángshì Tàijíquán Chuántǒng Bāshíwǔ Shì (楊式太極拳傳統八十五式), ovvero: “Taijiquan tradizionale stile Yang in 85 posture”.

Nella scuola Taiji Gate viene studiata come forma 85 tradizionale Yang, con attenzione alla struttura, al radicamento, alla continuità del movimento, al rilassamento attivo, all’intenzione e ai principi interni che distinguono il Taijiquan da una semplice ginnastica lenta o da una performance atletica.

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Le forme e i metodi descritti in questa pagina fanno parte di un curriculum completo, pensato per accompagnare il praticante dalle basi fino allo studio avanzato dello stile Yang. Consulta i corsi attivi, le sedi e le modalità di partecipazione.

Raffigurazione del Maestro Yang Chengfu
Raffigurazione Maestro Yang Chengfu (楊澄甫 – 1883–1936).

Il nome e la struttura

Il nome della forma: perché 85 posture

Oggi la grande forma dello stile Yang viene indicata con numerazioni diverse: 103, 108, 85 o altri conteggi ancora. Questi numeri non indicano sempre forme radicalmente diverse, ma spesso criteri differenti di conteggio della stessa grande struttura codificata e diffusa da Yang Chengfu. La linea di Zhao Bin utilizza il riferimento della forma tradizionale in 85 posture, un conteggio sintetico e ordinato della grande forma Yang.

Nei testi classici legati a Yang Chengfu si parla piuttosto di “posture del Taijiquan” (太極拳勢, tàijíquán shì), oppure di “struttura del pugilato” (拳架, quánjià), o anche “intelaiatura della forma”. Quest’ultimo termine è molto importante: nel Taijiquan tradizionale la forma non è una coreografia, ma una struttura viva attraverso cui il corpo viene educato, corretto e trasformato come i fili di cotone tramite un telaio.

Per questo, quando si parla con precisione storica, la denominazione più corretta non è «la forma 108 originale di Yang Chengfu», ma la grande struttura del Taijiquan stile Yang fissata e diffusa da Yang Chengfu.

In cinese questa grande struttura è chiamata “grande intelaiatura” o “grande struttura” (大架, dàjià).

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Origini e interpretazioni

La grande intelaiatura di Yang Chengfu

La storia dello stile Yang attraversa diverse fasi e diverse modalità di pratica.

Yang Luchan (楊露禪) è associato alla fase più antica dello stile Yang, essendone il fondatore. Yang Jianhou (楊健侯) viene spesso collegato alla struttura media (中架, zhōngjià). Yang Banhou (楊班侯) e Yang Shaohou (楊少侯) sono invece ricordati per linee più compatte, rapide e marzialmente severe.

Yang Chengfu (楊澄甫) è la figura che rese celebre e popolare in Cina la grande struttura (大架, dàjià) e, di fatto, contribuì in modo decisivo alla diffusione pubblica del Taijiquan stesso. Attraverso la sua opera di codificazione, insegnamento e divulgazione, il Taijiquan uscì progressivamente da un ambito più ristretto e divenne accessibile a un pubblico molto più ampio. Infatti, al di là delle appartenenze di stile e delle tifoserie da lignaggio, resta un dato storico importante: sebbene il Taijiquan fosse già conosciuto prima della terza generazione della famiglia Yang, cioè prima di Yang Chengfu e Yang Shaohou, fu soprattutto grazie a Yang Chengfu che si ebbe in Cina la prima grande diffusione pubblica del Taijiquan. E, di conseguenza, anche nel mondo.

La grande struttura di Yang Chengfu è caratterizzata da movimenti ampi, continui, morbidi, rotondi e regolari. Il ritmo è lento e uniforme, ma non passivo. La lentezza non serve a rendere la pratica dolce o non marziale: serve a raffinare la postura, eliminare le tensioni inutili, sviluppare continuità, radicamento, intenzione e capacità di ascolto.

Questa è la ragione per cui la forma lunga Yang non va ridotta a una sequenza rilassante come se si stesse danzando. È una pratica profonda di educazione del corpo e della mente, nella quale ogni postura contiene un principio tecnico, una qualità energetica e un significato marziale.

103, 108 e 85: conteggi diversi della grande forma Yang

La stessa grande forma di Yang Chengfu è oggi conosciuta con numerazioni differenti. La famiglia Yang moderna, nella linea di Yang Zhenduo (楊振鐸) e Yang Jun (楊軍), utilizza comunemente il conteggio in 103 posture. Altri lignaggi parlano di 108 posture, con un conteggio più analitico di alcune sequenze interne. La linea di Zhao Bin (趙斌), invece, utilizza il riferimento della forma tradizionale in 85 posture, con un conteggio più sintetico della stessa grande architettura dello stile Yang.

Per questo motivo, nella scuola Taiji Gate la forma lunga viene oggi presentata come forma 85 tradizionale Yang secondo la linea di Zhao Bin, presentandola con un conteggio che è diverso da quello ufficiale moderno della famiglia Yang.

La stessa grande forma di Yang Chengfu è oggi conosciuta con numerazioni differenti o estensioni del nome diverse. Un esempio molto chiaro è “afferrare la coda del passero” (攬雀尾, lǎn què wěi). In alcune liste viene contato come una sola postura. In altre viene scomposto nelle sue quattro fasi principali: péng 掤, lǚ 捋, jǐ 擠, e àn 按.

Lo stesso accade con “la fanciulla di giada lancia la spola” (玉女穿梭, yùnǚ chuān suō). In alcune numerazioni viene indicata una sola volta come momento complessivo; in altre viene contata più volte, seguendo le diverse direzioni dell’emanazione tecnica.

Per questo motivo, parlare di 103, 108 o 85 non significa parlare di tre forme completamente diverse. Significa parlare della stessa grande forma lunga, contata secondo criteri differenti e con sfumature pratiche talvolta differenti.

La linea di trasmissione

La scelta Taiji Gate: perché la 85 nella linea di Zhao Bin

Il Maestro Valerio Bellone, fondatore e responsabile didattico della scuola Taiji Gate, ha studiato nel corso degli anni differenti lignaggi e modalità di trasmissione dello stile Yang, confrontando forme, criteri tecnici e interpretazioni provenienti da diverse linee tradizionali.

Tra queste, la forma in 85 movimenti trasmessa nella linea di Zhao Bin (赵斌) è quella che ha considerato, per la didattica nella scuola Taiji Gate, maggiormente coerente, per struttura, contenuti e impostazione tecnica, con la grande forma insegnata e diffusa dal Maestro Yang Chengfu (杨澄甫).

Per tale ragione essa costituisce il riferimento principale adottato nella scuola per lo studio della forma lunga Yang: il risultato di un percorso di studio e confronto tra differenti trasmissioni, orientato a individuare quella che conserva con maggiore continuità la struttura tradizionale attribuibile all’insegnamento di Yang Chengfu.

La denominazione “85” indica semplicemente il criterio con cui questa struttura viene suddivisa e conteggiata all’interno di tale linea di trasmissione. Altri lignaggi possono numerare la medesima grande forma in modo differente, suddividendo diversamente alcune sequenze, ripetizioni o passaggi. Il numero, dunque, non è ciò che determina l’autenticità della forma: ciò che conta è la continuità della sua struttura, dei suoi principi e del metodo tecnico attraverso cui è stata trasmessa.

Questo riferimento permette inoltre di distinguere con maggiore chiarezza la grande forma tradizionale dalle numerose forme brevi sviluppate soprattutto nel Novecento e in epoca contemporanea.

Esistono infatti molte forme Yang più brevi, come la 13, la 16, la 24, la 40 e altre sequenze didattiche, alcune delle quali vengono talvolta presentate in modo improprio come forme “originali”, “segrete” o direttamente appartenenti alla trasmissione antica della famiglia Yang.

Se dovessimo prendere alla lettera tutte queste attribuzioni, dovremmo concludere che la famiglia Yang abbia creato un numero indefinito di forme diverse, spesso nate in epoche, contesti e ambienti didattici molto differenti. È un’ipotesi che richiede prudenza. Il gongfu, inteso come abilità costruita attraverso pratica corretta, dedizione e tempo, procede infatti nella direzione opposta: meno dispersione, maggiore profondità; poche routine studiate con attenzione, ripetute e comprese nei dettagli.

Alcune di queste forme brevi possono certamente avere una funzione utile, soprattutto in ambito introduttivo. Altre sono molto diffuse pur presentando una struttura tecnica semplificata. Altre ancora sono state costruite per l’insegnamento scolastico, per la pratica sportiva o per la competizione performativa, con giurie, punteggi, medaglie, passaggi di grado e criteri appartenenti al moderno ambito sportivo, che non coincidono con quelli della trasmissione tradizionale del Taijiquan.

Tutto questo può avere un proprio contesto, ma non va confuso con la grande forma lunga tradizionale resa celebre dall’insegnamento di Yang Chengfu. La grande struttura non è semplicemente una sequenza lunga tra le tante: rappresenta uno dei principali riferimenti attraverso cui lo stile Yang è stato trasmesso, studiato e praticato nel corso del Novecento.

La forma 85 va quindi intesa come una struttura completa dello stile Yang, destinata a essere studiata e approfondita nel tempo. Il suo valore non risiede nella quantità dei movimenti, ma nella possibilità di sviluppare attraverso di essa, progressivamente, i principi e le abilità che costituiscono il metodo.

Che cosa si studia nella forma 85

Durante le lezioni in presenza si parla di dajia (大架), “grande struttura”, e il lavoro si concentra sui principi che danno sostanza alla forma: continuità, radicamento, rilassamento attivo, intenzione e alternanza di vuoto e pieno.

Si lavora sul radicamento (根, gēn), cioè la capacità di stabilire una relazione stabile con il suolo.

Si lavora sul rilassamento attivo (放鬆, fàngsōng), che non significa abbandonarsi o afflosciarsi, ma lasciare andare le tensioni inutili mantenendo struttura, presenza e intenzione.

Si lavora sulla continuità (連貫, liánguàn), per rendere il movimento fluido, senza interruzioni, rigidità o gesti isolati.

Si lavora sull’alternanza di vuoto e pieno (虛實, xū shí), uno dei principi fondamentali del Taijiquan. Ogni passo, ogni spostamento di peso e ogni tecnica devono rendere chiara la distinzione tra ciò che sostiene e ciò che si libera, tra ciò che riceve e ciò che agisce.

Si lavora infine sull’intenzione (意, yì). Nel Taijiquan il movimento non nasce dalla sola forza muscolare esterna, ma da una direzione interna chiara, coordinata con il corpo, il respiro e la percezione.

Una forma lunga, non una forma “vecchia”

Dire che la forma 85 è tradizionale non significa trasformarla in un reperto museale. La tradizione, nel Taijiquan, non è imitazione esteriore del passato. È trasmissione di principi e abilità.

Una forma può essere antica nel nome e vuota nella sostanza. Allo stesso modo, una forma può essere studiata oggi in modo vivo, rigoroso e profondo se conserva il metodo che la rende realmente Taijiquan.

Per questo Taiji Gate non presenta la forma 85 come una coreografia prestigiosa da esibire, ma come un percorso di formazione. La sequenza è importante, ma ancora più importante è il modo in cui viene praticata.

La forma lunga diventa così uno strumento per trasformare il corpo: rendere il movimento più stabile, più consapevole, più morbido, più integrato e più intelligente.

Il percorso di studio

Il posto della 85 nel curriculum Taiji Gate

Nel curriculum Taiji Gate la forma 85 rappresenta un passaggio avanzato rispetto al lavoro di base.

Prima di affrontarla, l’allievo viene introdotto ai principi fondamentali attraverso esercizi di postura, Qi Gong, camminate, tecniche di rilassamento e coordinazione, oltre alla forma breve 36 posture codificata dal Maestro Valerio Bellone.

Questo percorso permette di arrivare allo studio della forma lunga con una preparazione già costruita sul piano posturale, motorio e tecnico, e con una prima comprensione dei principi fondamentali del Taijiquan.

La forma 85 richiede quindi pazienza, continuità e attenzione. Non viene affrontata come una sequenza da apprendere rapidamente, ma come un percorso di approfondimento progressivo.

Studiare la forma 85 significa entrare nella grande struttura tradizionale dello stile Yang e confrontarsi con un lavoro più ampio, articolato e impegnativo rispetto alle forme introduttive.

Nel curriculum Taiji Gate rappresenta quindi uno degli strumenti principali per approfondire in modo integrato gli aspetti tecnici, posturali, energetici, marziali e meditativi della pratica.