Tra il 2024 e il 2025 ho codificato per la mia scuola Taiji Gate la Forma 36 in stile Yang (楊式太極拳三十六式, Yángshì Tàijíquán Sānshíliù Shì), concepita come introduzione funzionale per i praticanti privi di precedenti esperienze nel Tai Chi Chuan.
La famiglia Yang ha trasmesso quest’arte attraverso differenti metodi di pratica ed enfasi esecutive. La classificazione oggi maggiormente diffusa associa la Struttura antica (老架, Lǎojià) a Yang Luchan (楊露禪) – fondatore dell’omonimo stile – la Struttura piccola (小架, Xiǎojià) a Yang Banhou (楊班侯) e Yang Shaohou (楊少侯), la Struttura media (中架, Zhōngjià) a Yang Jianhou (楊健侯) e la Struttura ampia (大架, Dàjià) a Yang Chengfu (楊澄甫).
Accanto a queste denominazioni troviamo la Struttura d’applicazione (用架, Yòngjià), la Struttura veloce (快架, Kuàijià), spesso associata alla Struttura piccola, e il lavoro a passo mobile o “passo vivo” (活步, Huóbù). A esse si aggiungono il Taiji Changquan (太極長拳), importante metodo lungo della tradizione Yang, e il patrimonio teorico-pratico delle Tredici Posture (十三勢, Shísān Shì).
Le Tredici Posture non indicano una sequenza composta da tredici sequenze di movimenti, ma rappresentano gli Otto Cancelli (8 jin, forze, di base) e i Cinque Passi (八門五步, Bāmén Wǔbù), vale a dire gli otto metodi fondamentali della forza e le cinque direzioni dello spostamento.
Il Taiji Changquan costituisce invece un riferimento importante per comprendere l’idea di continuità, estensione e fluidità del movimento all’interno della tradizione Yang. Nella Forma 36 questo richiamo non viene inteso come imitazione di una sequenza antica, ma come attenzione al fluire delle posture, alla connessione tra i movimenti e alla possibilità di sviluppare, nel tempo, una pratica più continua e viva.
La Forma 36 in stile Yang da me creata nasce dallo studio dei principi fondamentali dello stile Yang e dalla volontà di riunirne alcuni aspetti essenziali in una sequenza breve, accessibile e relativamente semplice da apprendere e memorizzare.
Il mio intento, tuttavia, non è stato quello di concentrare in trentasei movimenti l’intera ricchezza delle forme tradizionali. Un simile proposito sarebbe irrealistico, sciocco e, per lo più, poco rispettoso della profondità dell’arte e del lavoro compiuto dai maestri che ci hanno preceduto.
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Le forme e i metodi descritti in questa pagina fanno parte di un curriculum completo, pensato per accompagnare il praticante dalle basi fino allo studio avanzato dello stile Yang. Consulta i corsi attivi, le sedi e le modalità di partecipazione.
Alcuni momenti della Forma 36, Maestro Valerio Bellone
Le differenti strutture della famiglia Yang non sono semplicemente forme grandi, medie o piccole nel senso esteriore del termine. Ciascuna pone maggiormente in evidenza determinati metodi del corpo, qualità della forza, ritmi, ampiezze, passi e modalità di applicazione. Tutte, quando vengono comprese e praticate in profondità, custodiscono però i medesimi principi fondamentali del Tai Chi.
Il mio scopo è stato quindi più semplice: permettere al principiante occidentale di incontrare fin dall’inizio alcune qualità fondamentali dello stile Yang — apertura, radicamento, continuità, morbidezza, intenzione, compattezza e capacità applicativa — senza presentare questa sequenza come una ricostruzione storica o come una forma antica della famiglia Yang.
Nella Forma 36 in stile Yang vengono richiamate, in una veste essenziale e semplificata, alcune qualità presenti nei diversi metodi della tradizione Yang: l’apertura e la distensione della Struttura ampia, la rotondità e la raccolta della Struttura media, la compattezza della Struttura piccola, alcuni elementi del lavoro applicativo e del passo mobile, la continuità del movimento lungo e i principi degli Otto Cancelli e dei Cinque Passi.
Nella scuola Taiji Gate, la Forma 36 prepara progressivamente allo studio della forma lunga tradizionale dello stile Yang. Quest’ultima viene presentata secondo il riferimento della Forma 85 della linea di Zhao Bin (趙斌), all’interno della grande struttura Yang codificata e diffusa da Yang Chengfu. In questo modo la Forma 36 svolge una funzione introduttiva, mentre la Forma 85 rappresenta il successivo approfondimento tradizionale della Dajia.
Un futuro istruttore non deve soltanto approfondire personalmente le forme tradizionali, ma deve anche imparare a condurre gradualmente gli allievi verso di esse. La Forma 36 in stile Yang gli permette di presentare i principi fondamentali attraverso una sequenza sufficientemente breve da poter essere appresa da persone di età e condizioni differenti, senza ridurre il Tai Chi a una semplice ginnastica lenta.
Tale forma si impara e si pratica molto lentamente a livello base, ma può successivamente essere caratterizzata da maggiore continuità, variazioni di ritmo, rilascio della forza — fajin (發勁) e fafang (發放) — e cambi di velocità esecutiva.
La forma deve quindi essere considerata come un primo assaggio dello stile Yang, non come una sua sintesi definitiva. È un punto di partenza, non il luogo nel quale lo studio si conclude.
La Forma 36 non ha alcuna pretesa di sostituire le forme e i metodi tradizionali dello stile Yang. Al contrario, ne prepara lo studio, offrendo al praticante contemporaneo — spesso occidentale e inizialmente poco consapevole della vastità del Taijiquan — un cammino d’ingresso ordinato e più semplice.
Elaborare una nuova sequenza all’interno di una tradizione tanto vasta richiede prudenza e senso della misura. Per questo non presento la Forma 36 in stile Yang come una forma antica, né come una forma “originale” della famiglia Yang. È una forma che definisco didattica contemporanea, fondata sui principi e sugli insegnamenti che ho ricevuto, creata per condurre gradualmente gli allievi verso lo studio delle forme tradizionali più articolate e profonde, ognuna delle quali pone enfasi su aspetti diversi.
La tradizione non viene custodita soltanto ripetendo ciò che è stato tramandato, ma anche comprendendone i principi e cercando il modo più appropriato per trasmetterli alle persone del proprio tempo che, non di rado, hanno poco tempo da dedicare alla pratica.
Conservare la radice e rendere accessibile l’ingresso sono due aspetti dello stesso compito.
Con rispetto e gratitudine verso la famiglia Yang, i maestri del passato e tutti coloro che hanno preservato e trasmesso quest’arte, la Forma 36 in stile Yang vuole essere semplicemente un primo passo nel lungo cammino del Tai Chi.
Valerio Bellone
Maestro e fondatore della scuola Taiji Gate
