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Il Chang Quan è l’arte che precede il Taijiquan moderno?

tai chi changquan

Nel panorama occidentale del Taijiquan circola spesso un equivoco: confondere il Changquan moderno del Wushu sportivo con il Changquan citato nelle fonti classiche del Taijiquan.

In realtà, nel contesto dei Classici del Taijiquan, Changquan non indica una forma acrobatica moderna, ma uno dei nomi antichi associati all’arte, collegato all’idea di un movimento continuo, fluido e ininterrotto. In alcune linee dello stile Yang, inoltre, il termine Taiji Changquan è stato usato anche per indicare una specifica forma più dinamica e scorrevole rispetto alla grande forma lenta oggi più conosciuta.

Per questo è importante distinguere tre livelli: Changquan come nome antico nei testi classici, Taiji Changquan come forma o metodo conservato in alcuni lignaggi Yang, e Changquan moderno come disciplina del Wushu contemporaneo.

Per capire perché, è necessario fare un passo indietro nella storia e guardare come le fonti cinesi — non le interpretazioni occidentali — descrivono il Taijiquan prima di essere chiamato con il nome attuale.

Changquan, Shisanshi e Bamen Wubu: i nomi antichi del Taiji

Nelle fonti classiche del Taijiquan troviamo denominazioni e formule antiche che precedono la classificazione moderna degli stili. Tra queste compaiono:

Changquan (長拳), “Lunga boxe” o “Pugilato lungo”, nel senso di movimento continuo e ininterrotto;

Shisanshi (十三勢), “Tredici posture” o “Tredici configurazioni”;

Bamen Wubu (八門五步), “Otto porte e cinque passi”, cioè la struttura teorica degli otto metodi e dei cinque passi che compongono le tredici configurazioni.

Nota: Bamen Wubu, più che un nome autonomo dello stile, va quindi inteso come una formula tecnica e teorica interna al Taijiquan.

Per una panoramica storica completa sui nomi con cui il Taijiquan è stato indicato nel corso dei secoli — Changquan, Shisanshi e Bamen Wubu,  rimandiamo all’articolo I nomi antichi del Tai Chi Chuan, che chiarisce il contesto terminologico e storico in cui questi termini venivano utilizzati.

Lo afferma chiaramente il Classico di Wang, uno dei documenti più antichi sul Taiji, dove leggiamo:

太极拳, 一名长拳, 又名十三势。长拳者, 如长江大海, 滔滔不绝也。
Ovvero: “Il Taijiquan è anche conosciuto come Changquan e come Shisanshi. Changquan è come il fiume Azzurro e come il mare: scorre senza fine.

Questa è una frase chiave, perché chiarisce due punti fondamentali:

  1. Nel contesto dei Classici, Changquan non indica il moderno Changquan sportivo del Wushu.
  2. Changquan era uno dei nomi antichi associati al Taijiquan, usato per evocare la continuità del movimento, “come un grande fiume che scorre senza fine”.

Se intendi andare oltre la ricostruzione storica e confrontarsi direttamente con le fonti teoriche e pratiche dell’arte, troverai nel Classico di Wang un riferimento imprescindibile. Il testo è incluso nella raccolta I primi tre Classici del Taijiquan di Wang, Wu e Li, tradotta e commentata.

Che cosa è il Taiji Changquan

Il Taiji Changquan — spesso tradotto in inglese come Taiji Long Boxing — indica, in diversi lignaggi Yang, una forma o un metodo più dinamico e scorrevole rispetto alla grande forma lenta oggi più conosciuta. Non va però confuso con il Changquan moderno del Wushu sportivo.

Le fonti disponibili mostrano che il Taiji Changquan era presente nella trasmissione Yang almeno tra la fine dell’Ottocento e i primi decenni del Novecento. Yang Chengfu lo cita nel programma di studio del Taijiquan e Chen Weiming afferma di averlo ricevuto direttamente da lui. In altri lignaggi, come quelli legati a Tian Zhaolin, Niu Chunming o Chu Guiting, compaiono forme rapide o forme di Changquan con numerazioni e caratteristiche diverse.

Questo non significa che possiamo ricostruire una sola “forma originaria” identica per tutti. Significa piuttosto che, accanto alla grande forma lenta resa celebre da Yang Chengfu, nella tradizione Yang esistevano anche metodi più rapidi, scorrevoli e applicativi.

Yang Chengfu praticava e insegnava il Changquan?

Sì. Ed è documentato da più fonti indipendenti.

1. “Discorsi sulla pratica del Taijiquan” – Zhang Hong Kui / Yang Chengfu

Nel testo dettato da Yang Chengfu stesso leggiamo:

“太极拳 之 程序, 先练 拳架 (属于 徒手), 如 太极 拳, 太极 长 拳; 其次 单手 推挽, 原地 推手, 活步 推手, 大 捋, 散手, 再次 则 大, 散手, 再次 则 则, 如 太极剑、太极刀、太极枪(十三枪)等是也。”

Ovvero: “Nel percorso di pratica del Taijiquan si inizia dalle forme a mani nude, come il Taijiquan e il Taiji Changquan. In seguito si passa al Tui Shou: spinta a una mano, Tui Shou a piedi fissi, Tui Shou a passi mobili, Da Lu e San Shou. Successivamente si studiano le armi, come spada Taiji, sciabola Taiji e lancia Taiji, detta anche ‘tredici lance’


2. Testimonianza di Ma Yueliang (stile Wu)

Il Gran Maestro Ma Yueliang dichiarò:

“我 经常 看见 杨澄甫 去鉴 老家 里 和 鉴老一起 推手 我 我 亲眼 看见 过 他 打杨 氏长 拳 (即 快 拳).”
(见 “武术 健身” 1992 年 第 6 期)

Ovvero: “Ho visto con i miei occhi Yang Chengfu praticare il Changquan della famiglia Yang (la forma veloce).
Fonte: Wushu per la Salute, 1992.

È una testimonianza diretta, non un racconto di seconda mano.


3. Prefazione al Taiji Changquan di Chen Weiming

Chen Weiming, uno dei discepoli più fedeli di Yang Chengfu, scrive:

澄甫先生傳余太極拳復傳余太極長拳其中有數式為太極拳內所無者其餘大槪相同惟轉換之處前後略變易耳所以表示太極本無定法亦無定形.”

Ovvero: “Yang Chengfu mi insegnò prima il Taijiquan e poi il Taiji Changquan.
Alcune posture della forma veloce non compaiono nella forma lenta, altre sì, ma cambiano le transizioni.
Questo mostra che il Taijiquan originario non aveva metodi né forme fisse.

Qui emerge un concetto cruciale: nella trasmissione tradizionale il Taijiquan non era ancora ridotto a una sola sequenza fissa e standardizzata. Il Taiji Changquan ricevuto da Chen Weiming mostrava variazioni, posture assenti nella forma lenta e transizioni diverse.

Questo non permette di dire con certezza che il Changquan fosse “la forma originaria” del Taijiquan, ma conferma che nella trasmissione Yang di inizio Novecento esisteva un patrimonio tecnico più ampio della sola grande forma lenta oggi maggiormente diffusa.

Changquan nei lignaggi Yang: le prove scritte

A) Il manoscritto di Niu Chunming (2015)

Nel libro “The Collection of Niu Chunming’s Handwriting Taijiquan Classics” viene pubblicato un materiale manoscritto legato alla trasmissione di Niu Chunming, allievo della famiglia Yang, nel quale compare anche un elenco di movimenti riferito al Taiji Changquan.

Questo è un indizio importante della presenza del Changquan nella trasmissione Yang legata a Niu Chunming. Tuttavia, è meglio formularlo con prudenza: più che “confermare” in modo definitivo una forma unica e codificata da Yang Jianhou, il documento testimonia che in quella linea esisteva una trasmissione del Taiji Changquan collegata alla tradizione Yang precedente alla standardizzazione moderna.


B) Le ipotesi su Chu Guiting (da “The Yang family Taiji Chang Quan of Chu lineage”)

Chu Yucheng — nipote di Chu Guiting — analizza tre possibili fonti del Changquan appreso da suo nonno:

  • Yang Chengfu a Pechino, ipotesi considerata meno probabile perché Chu Guiting non sarebbe stato ancora, in quel periodo, un allievo interno di Chengfu
  • Yang Chengfu a Shanghai (poco probabile: Yang Chengfu insegnava soprattutto in classi pubbliche la forma lenta)
  • Yang Shaohou (Chang Quan appreso da Shaohou è l’ipotesi considerata la più plausibile)

L’ipotesi legata a Yang Shaohou è interessante perché coerente con ciò che le fonti tramandano sul suo metodo: una pratica più compatta, rapida, severa e marziale, spesso associata alla piccola intelaiatura e ai metodi d’uso. Inoltre, alcune linee collegate a Tian Zhaolin tramandano forme rapide o forme di Changquan attribuite alla trasmissione di Yang Shaohou.

Anche qui è bene mantenere prudenza: la somiglianza tra Xiao Jia, forme veloci e Taiji Changquan non autorizza a considerarli sempre sinonimi perfetti. In alcuni lignaggi possono sovrapporsi, ma storicamente vanno distinti.

Cosa dimostra tutto ciò

Le fonti disponibili indicano che il Taiji Changquan, le forme rapide e i metodi d’uso erano parte del patrimonio tradizionale dello stile Yang, anche se non sempre con la stessa struttura, lo stesso nome o la stessa numerazione nei diversi lignaggi.

Questo permette di affermare che:

  • il Taiji Changquan non è una creazione del Wushu sportivo moderno;
  • nella famiglia Yang esistevano metodi più rapidi, fluidi e applicativi accanto alla forma lenta;
  • Yang Chengfu conosceva e trasmise almeno una forma di Taiji Changquan;
  • alcuni lignaggi legati ad allievi diretti della famiglia Yang conservarono forme rapide o forme di Changquan;
  • la grande forma lenta moderna non esaurisce tutto il patrimonio tecnico dello stile Yang.

Al contempo la forma lenta di Yang Chengfu non era una “demarzializzazione” o una “semplificazione” in senso negativo. La grande intelaiatura fu anche una sistematizzazione didattica molto efficace, che rese lo stile Yang trasmissibile a un pubblico più ampio. Il problema nasce quando questa forma viene separata dai principi interni, dal tui shou, dalle applicazioni, dalle armi e dai metodi più dinamici.

Conclusioni

Il Changquan, inteso nel senso classico del termine, è uno dei nomi antichi associati al Taijiquan e richiama l’idea di un movimento continuo, fluido e ininterrotto. Il Taiji Changquan tramandato in alcune linee Yang, invece, rappresenta una forma o un metodo più dinamico che testimonia la ricchezza del curriculum tradizionale.

Le forme lente oggi più conosciute non vanno considerate “false” o prive di valore. Sono però il risultato di un processo di sistematizzazione e trasmissione pubblica che, soprattutto nel Novecento, ha reso dominante un’immagine più lenta, ampia, salutistica e meditativa del Tai Chi. Questa immagine è reale, ma non esaurisce l’identità marziale del Taijiquan stile Yang.
Da qui deriva l’impressione, per alcuni, di trovarsi davanti a una forma che ricorda vagamente lo Yoga: lenta, posizionale, interiorizzata. Ma questo è solo uno dei volti che il Taiji ha assunto nel tempo, e non il suo volto unico.

(Ti potrebbe anche interessare: Taichi o Yoga: differenze e scelta della pratica)

Il Changquan di cui parlano i Classici e il Taiji Changquan presente in alcune linee Yang non sono aggiunte acrobatiche moderne né invenzioni del Wushu sportivo. Appartengono a un orizzonte più antico e tradizionale, in cui il Taijiquan era compreso come pratica continua, marziale, fluida e trasformativa.

Nel tempo, questa dimensione più dinamica e applicativa si è rarefatta in molte scuole, mentre la forma lenta è diventata il volto più riconoscibile del Tai Chi, soprattutto nella pratica pubblica e salutistica.

Recuperare lo studio del Changquan significa:

  • comprendere una parte importante di come si allenava il Taijiquan prima che la grande forma lenta diventasse il riferimento quasi esclusivo per molti praticanti;
  • riscoprire i principi originari di continuità, fluidità e uso del fajin;
  • riconnettersi al senso autentico del movimento interno;
  • restituire profondità a una pratica che oggi, troppo spesso, viene ridotta alla sola forma lenta, svolta in chiave meditativa o di Qi Gong salutistico.

Allo stesso tempo, è fondamentale precisare un punto spesso frainteso:
ciò che oggi chiamiamo Taijiquan è un universo complesso, nato dall’incontro di molte tradizioni e persone differenti nel corso dei secoli.
Quando utilizziamo il termine Taiji da solo, senza Quan, facciamo riferimento a un concetto filosofico che precede qualsiasi arte marziale: il principio dell’unità degli opposti, dello yin e dello yang, radicato profondamente nella cultura daoista. Questo principio nutre non solo il Taijiquan, ma gran parte delle arti tradizionali cinesi — marziali e non.

Per questo motivo, nel tempo la pratica oggi nota come Taijiquan ha assorbito elementi molto diversi, in periodi diversi e con nomi differenti:

Il Taijiquan moderno è dunque un risultato stratificato, un’eredità composita, non sempre lineare. Ma se guardiamo alle sue radici teoriche e marziali — ai Classici, alle tredici configurazioni, ai metodi di uso e ai lignaggi antichi — emergono con chiarezza termini come Changquan e Shi San Shi.

Changquan richiama la continuità del movimento; Shi San Shi indica la struttura profonda degli otto metodi e dei cinque passi. Insieme, questi termini ricordano che il Taijiquan non nasce come semplice sequenza lenta di posture, ma come arte interna fondata su trasformazione, continuità, ascolto, applicazione e mutamento.

Sapere da dove viene il Taijiquan significa anche capire dove può tornare o come può continuare a evolversi sulla base di cosa è stato.