Taiji Gate

Il Chang Quan è l’arte che precede il Taijiquan moderno?

tai chi changquan

Nel panorama occidentale del Taijiquan circola un equivoco diffuso: l’idea che Changquan sia una forma moderna e sportiva, una variante acrobatica e recente del Tai Chi tradizionale.
In realtà, è vero il contrario.
Il Changquan è uno dei nomi antichi del Taijiquan e rappresenta un livello di pratica originario, molto precedente alle forme moderne, lente e standardizzate che oggi conosciamo.

Per capire perché, è necessario fare un passo indietro nella storia e guardare come le fonti cinesi — non le interpretazioni occidentali — descrivono il Taijiquan prima di essere chiamato con il nome attuale.

Changquan, Shisanshi e Bamen Wubu: i nomi antichi del Taiji

— Per una panoramica storica completa sui nomi con cui il Taijiquan è stato indicato nel corso dei secoli — Changquan, Shisanshi e Bamen Wubu,  rimandiamo all’articolo I nomi antichi del Tai Chi Chuan, che chiarisce il contesto terminologico e storico in cui questi termini venivano utilizzati. —

Nella tradizione cinese, prima che il termine Taijiquan fosse adottato e diffuso nel XIX secolo, l’arte era conosciuta con altri nomi:

  • Changquan (長拳)
  • Shisanshi (十三勢, “I Tredici Principi/Energie”)
  • Bamen Wubu (八門五步, “Otto Porte e Cinque Passi”)

Lo afferma chiaramente il Classico di Wang, uno dei documenti più antichi sul Taiji, dove leggiamo:

太极拳, 一名长拳, 又名十三势。长拳者, 如长江大海, 滔滔不绝也。
Ovvero: “Il Taijiquan è anche conosciuto come Changquan e come Shisanshi. Changquan è come il fiume Azzurro e come il mare: scorre senza fine.

Questa è una frase chiave, perché chiarisce due punti fondamentali:

  1. Changquan non è uno stile esterno o uno sport moderno.
  2. Changquan era un sinonimo antico del Taiji, usato nelle prime generazioni.
I tre Classici del Taijiquan di Wang, Wu e Li

Se intendi andare oltre la ricostruzione storica e confrontarsi direttamente con le fonti teoriche e pratiche dell’arte, troverai nel Classico di Wang un riferimento imprescindibile. Il testo è incluso nella raccolta I primi tre Classici del Taijiquan di Wang, Wu e Li, tradotta e commentata.

Che cosa è il Taiji Changquan

Il Taiji Changquan — spesso chiamato Taiji Long Boxing in inglese — è una sequenza marziale rapida, più scorrevole e dinamica delle oggi note forme lente di posture concatenate da movimenti di transizione.
Faceva parte dell’addestramento completo dello stile Yang delle prime tre generazioni ed era la base dell’arte “Taijiquan” ben prima che venisse chiamata in tal modo diffondendosi come disciplina salutistica e meditativa.

Oggi la maggior parte dei praticanti Yang (lignaggi di Yang Zhenduo, Zhenji, Fu Zhongwen, Zhao Bin ecc.) non allenano più il Changquan. Ma gli allievi diretti più antichi di Yang Chengfu — come Tian Zhaolin, Wu Huichuan, Cui Yishi, Chu Guiting, Niu Chunming, Huang Wenshu — sì. Essi lo praticavano e lo insegnavano.

Questo è già un dato storico molto significativo.

Yang Chengfu praticava e insegnava il Changquan?

Sì. Ed è documentato da più fonti indipendenti.

1. “Discorsi sulla pratica del Taijiquan” – Zhang Hong Kui / Yang Chengfu

Nel testo dettato da Yang Chengfu stesso leggiamo:

“太极拳 之 程序, 先练 拳架 (属于 徒手), 如 太极 拳, 太极 长 拳; 其次 单手 推挽, 原地 推手, 活步 推手, 大 捋, 散手, 再次 则 大, 散手, 再次 则 则, 如 太极剑、太极刀、太极枪(十三枪)等是也。”

Ovvero: “Nella pratica del Taijiquan si inizia dalle forme lente e da quelle veloci, come il Taiji Changquan.
Poi si procede al tui shou, al da lu, al san shou.
Successivamente si studiano le armi: spada, sciabola, lancia Taiji (‘tredici lance’).


2. Testimonianza di Ma Yueliang (stile Wu)

Il Gran Maestro Ma Yuehliang dichiarò:

“我 经常 看见 杨澄甫 去鉴 老家 里 和 鉴老一起 推手 我 我 亲眼 看见 过 他 打杨 氏长 拳 (即 快 拳).”
(见 “武术 健身” 1992 年 第 6 期)

Ovvero: “Ho visto con i miei occhi Yang Chengfu praticare il Changquan della famiglia Yang (la forma veloce).”
Fonte: Wushu per la Salute, 1992.

È una testimonianza diretta, non un racconto di seconda mano.


3. Prefazione al Taiji Changquan di Chen Weiming

Chen Weiming, uno dei discepoli più fedeli di Yang Chengfu, scrive:

澄甫先生傳余太極拳復傳余太極長拳其中有數式為太極拳內所無者其餘大槪相同惟轉換之處前後略變易耳所以表示太極本無定法亦無定形.”

Ovvero: “Yang Chengfu mi insegnò prima il Taijiquan e poi il Taiji Changquan.
Alcune posture della forma veloce non compaiono nella forma lenta, altre sì, ma cambiano le transizioni.
Questo mostra che il Taijiquan originario non aveva metodi né forme fisse.”

Qui abbiamo un concetto cruciale:

  • Il Taiji originario era molto più fluido, dinamico e variabile delle forme moderne.
  • La forma lenta standardizzata viene dopo.
  • Il Changquan rappresenta quindi un patrimonio tecnico più antico.

Changquan nei lignaggi Yang: le prove scritte

A) Il manoscritto di Niu Chunming (2015)

Nel libro “The Collection of Niu Chunming’s Handwriting Taijiquan Classics” viene pubblicato un testo copiato da no scritto di Yang Jianhou (1839-1917) – padre di Yang Chengfu) – che include l’elenco completo dei movimenti della forma Changquan a 68 shi.

Questo conferma che Yang Jianhou lo insegnava, la struttura era codificata ed esisteva ben prima della nascita delle forme moderne nelle quali si parla molto di posizioni statiche e poco di flusso continuo e mutevole.


B) Le ipotesi su Chu Guiting (da “The Yang family Taiji Chang Quan of Chu lineage”)

Chu Yucheng — nipote di Chu Guiting — analizza tre possibili fonti del Changquan appreso da suo nonno:

  • Yang Chengfu a Pechino (poco probabile: Chow non era allievo interno Chengfu al tempo)
  • Yang Chengfu a Shanghai (poco probabile: Yang Chengfu insegnava soprattutto in classi pubbliche la forma lenta)
  • Yang Shaohou (Chang Quan appreso da Shaohou è l’ipotesi considerata la più plausibile)

L’ultima ipotesi è supportata da più dati.
Yang Shaohou insegnava un Taiji più fajin, più corto, più rapido e la sua “Xiao Jia” è molto simile alla struttura del Changquan. Inoltre, allievi del suo lignaggio confermano la presenza di forme veloci. Infatti il lignaggio di Tian Zhaolin tramanda una forma Changquan a 64 movimenti, attribuita proprio a Yang Shaohou.

Cosa dimostra tutto ciò

Il Taiji Changquan era parte del curriculum originale della famiglia Yang.

Era praticato da:
Yang Shaohou, Yang Jianhou, Yang Chengfu (nelle prime generazioni), e i loro allievi diretti.
Non era una forma moderna o sportiva, ma un lascito marziale antico.
La forma lenta moderna è una semplificazione successiva, sviluppata per insegnare a classi più grandi e per adattare il Taiji agli scopi orientati al salutismo e alla filosofia del XX secolo. Nello stesso periodo un altro artista marziale contemporaneo di Yang Chengfu fa la medesima operazione di demarzializzazione in Giappone, ovvero il Grande Maestro Hueshiba crea l’Aikido a partire da stili marziali precedenti (leggi questo articolo in merito).
La continuità storica e le fonti scritte sono solide e coerenti.

Conclusioni

In conclusione la domanda del titolo ha una risposta chiara: sì!
Il Changquan è una forma antica che precede il Taijiquan moderno e mostra con evidenza quale fosse l’orientamento originario dell’arte: un metodo fluido, dinamico, continuo, lontano dall’idea di una sequenza di posture statiche che oggi molti associano al Tai Chi.
Quelle sequenze lente, quasi “meditative”, sono infatti un prodotto relativamente recente, nati dall’evoluzione e — in parte — dalla semplificazione didattica del Novecento. Da qui l’impressione, per alcuni, di trovarsi davanti a una forma che ricorda vagamente lo Yoga: lenta, posizionale, interiorizzata. Ma questo è solo uno dei volti che il Taiji ha assunto nel tempo, e non il suo volto originario.

(Ti potrebbe anche interessare: Taichi o Yoga: differenze e scelta della pratica)

Il Changquan non è un’aggiunta acrobatica moderna, né un’invenzione del wushu sportivo, né un inserimento tardivo.
È parte del DNA primordiale del Taiji Quan: la sua componente marziale naturale, scorrevole e potente, che nel tempo si è progressivamente rarefatta sia in Occidente sia, in buona parte, anche in Cina.

Recuperare lo studio del Changquan significa:

  • comprendere come si allenava il Taiji prima della modernizzazione e della successiva “dolcificazione” dell’arte;
  • riscoprire i principi originari di continuità, fluidità e uso del fajin;
  • riconnettersi al senso autentico del movimento interno;
  • restituire profondità a una pratica che oggi, troppo spesso, viene ridotta alla sola forma lenta, svolta in chiave meditativa o di Qi Gong salutistico.

Allo stesso tempo, è fondamentale precisare un punto spesso frainteso:
ciò che oggi chiamiamo Taijiquan è un universo complesso, nato dall’incontro di molte tradizioni e persone differenti nel corso dei secoli.
Quando utilizziamo il termine Taiji da solo, senza Quan, facciamo riferimento a un concetto filosofico che precede qualsiasi arte marziale: il principio dell’unità degli opposti, dello yin e dello yang, radicato profondamente nella cultura daoista. Questo principio nutre non solo il Taijiquan, ma gran parte delle arti tradizionali cinesi — marziali e non.

Per questo motivo, nel tempo la pratica oggi nota come Taijiquan ha assorbito elementi molto diversi, in periodi diversi e con nomi differenti:

Il Taijiquan moderno è dunque un risultato stratificato, un’eredità composita, non sempre lineare. Ma se guardiamo alle sue radici marziali — alle tecniche, ai testi Classici, ai lignaggi antichi — i nomi che emergono con chiarezza sono Changquan o Shi San Shi.

Sapere da dove viene il Taijiquan significa anche capire dove può tornare o come può continuare a evolversi sulla base di cosa è stato.