Shi Buchuan: le dieci categorie di persone a cui non insegnare il Tai Chi Chuan

a chi non insegnare il tai chi

Un testo sulla trasmissione, non sulla tecnica

Lo Shi Buchuan (十不传), «Dieci categorie di persone a cui non trasmettere l’arte», stabilisce a chi un maestro può affidare l’insegnamento avanzato del Taijiquan. È il diciannovesimo manuale della raccolta dei classici ed è tramandato dalla famiglia Wu.

Non parla di posture, di radicamento o di energia. Parla di persone. Nelle scuole tradizionali cinesi il comportamento dell’allievo era parte integrante della formazione: possedere capacità marziali senza un adeguato controllo morale era un pericolo per gli altri e per la reputazione della scuola.

Da qui nasce il wude (武德), la virtù marziale, e con esso la prudenza nella scelta di chi riceve le conoscenze più profonde. Il principio è lo stesso degli «Otto non trasmettere», altro testo della raccolta: la trasmissione non dipende solo dal talento tecnico. Dipende dalla stabilità, dalla condotta, dalla perseveranza e dall’affidabilità dell’allievo.

A chi si applicano queste regole, e a chi no

Considero queste dieci regole più che valide ancora oggi, da applicare alla lettera. Proprio per questo va chiarito subito a chi sono rivolte.

Non riguardano chi si avvicina al Tai Chi con umiltà e viene a frequentare una classe aperta. Tanto meno riguardano chi viene a lezione al parco un paio d’ore la settimana per ritrovare serenità, benessere e una socialità sana. A queste persone la porta è aperta e nessuno chiede altro.

Riguardano, oggi come ieri, chi vorrebbe o pretende di essere inserito in:

  • classi interne;
  • percorsi approfonditi o avanzati;
  • lezioni private.

A costoro le regole vanno applicate, come è sempre stato. Chi chiede di ricevere di più accetta di essere valutato per ciò che è, prima ancora che per ciò che sa fare.

I dieci precetti

Di ogni passaggio riporto il testo cinese, la traduzione e soltanto l’idea centrale del commentario, che nel libro è sviluppato per intero.

1. Chi appartiene a insegnamenti esterni

一、不传外教。

Primo: non trasmettere l’arte a chi appartiene a insegnamenti esterni alla tradizione.

Waijiao (外教) significa «insegnamento esterno» ed è il termine più discusso dell’elenco: non equivale automaticamente a «stranieri». Il commentario del libro ne ricostruisce il contesto storico.


2. Chi non comprende il rapporto fra maestro e discepolo

二、不传不知师弟之道者。

Secondo: non trasmettere l’arte a chi non comprende la corretta relazione fra maestro e discepolo.

Shi-di zhi dao (师弟之道) non è semplice obbedienza: è un ordine della relazione, con responsabilità precise per il maestro e per l’allievo. Chi lo rifiuta resta fuori dalla logica della trasmissione.


3. Chi è privo di virtù

三、不传无德。

Terzo: non trasmettere l’arte a chi è privo di virtù morale.

De (德) è l’integrità del carattere. Una competenza marziale aumenta la capacità di arrecare danno: per questo tecnica e condotta devono crescere insieme.


4. Chi non si lascia contenere

四、不传收不住的。

Quarto: non trasmettere l’arte a chi non può essere trattenuto entro la disciplina della scuola.

Shou bu zhu de (收不住的) indica chi «non si riesce a trattenere»: persone instabili, che non accettano limiti. Il punto non è la fedeltà al maestro, ma la stabilità.


5. Chi abbandona durante il percorso

五、不传半途而废的。

Quinto: non trasmettere l’arte a chi abbandona a metà strada.

Bantu er fei (半途而废) è ancora oggi un modo di dire comune. Il talento iniziale vale meno della capacità di perseverare.


6. Chi, ottenuto il tesoro, dimentica il maestro

六、不传得宝忘师的。

Sesto: non trasmettere l’arte a chi, ottenuto il tesoro, dimentica il maestro.

Il «tesoro», bao (宝), è l’insegnamento ricevuto. Rinnegarne la provenienza era considerato particolarmente grave: riconoscere la fonte è correttezza morale e garanzia di continuità.


7. Chi non ha il cuore di chi porge la scarpa

七、不传无纳履之心者。

Settimo: non trasmettere l’arte a chi non possiede il cuore di chi raccoglie e porge la scarpa.

Na lü zhi xin (纳履之心) rimanda a un celebre episodio dello Shiji (史记) di Sima Qian: il giovane Zhang Liang raccoglie la scarpa di un vecchio sconosciuto e, superate altre prove di pazienza, riceve da lui un testo di strategia militare. È il simbolo dell’umiltà che mette da parte l’orgoglio per poter apprendere, e non una licenza per il maestro di umiliare l’allievo. Il racconto completo è nel libro.


8. Chi è incline all’ira e al risentimento

八、不传好怒好愠者。

Ottavo: non trasmettere l’arte a chi è incline all’ira e al risentimento.

Nu (怒) è l’ira manifesta, yun (愠) il rancore trattenuto. È pericoloso chi esplode, ma anche chi accumula ostilità: entrambi finiscono per usare l’arte in modo sproporzionato.


9. Chi è dominato da troppi desideri esteriori

九、不传外欲太多者。

Nono: non trasmettere l’arte a chi è dominato da troppi desideri esteriori.

Waiyu (外欲) sono i desideri rivolti a beni, piaceri e prestigio. Il testo non condanna il desiderio ma l’eccesso, che diventa avidità e rende la persona condizionabile. Un allievo avido è un futuro insegnante avido.


10. Chi è sempre coinvolto in faccende scorrette e controversie

十、不传匪事多端者。

Decimo: non trasmettere l’arte a chi è continuamente coinvolto in faccende scorrette e controversie.

Fei shi (匪事) non riguarda solo i criminali: indica dispute, intrighi e condotte discutibili di ogni genere. Chi porta disordine nella propria vita non deve ricevere capacità che lo amplificherebbero.

Leggi il manuale completo

Lo Shi Buchuan è uno dei manuali raccolti in Classici e scritti tradizionali del Taijiquan stile Yang: Tradizione Yang, fonti storiche, armi. Il libro dedica particolare attenzione ai manuali delle prime generazioni della famiglia Yang tramandati attraverso la famiglia Wu.

Qui i commentari sono sintetizzati. Nel libro li trovi per intero, insieme al testo cinese originale e alla traduzione di ogni passaggio, compresi gli «Otto non trasmettere» che completano il discorso sulla trasmissione.

Se pratichi con serietà, o se stai pensando di chiedere a un maestro qualcosa di più di una classe aperta, questo è il testo da leggere prima.

Scopri il libro: Classici e scritti tradizionali del Taijiquan stile Yang

Da cuore a cuore, non a gettoni

Lo Shi Buchuan nasce nella Cina tradizionale e ne porta i segni: la struttura gerarchica e, nel primo precetto, una concezione fortemente esclusiva della trasmissione. Il suo nucleo però è intatto. Le conoscenze marziali avanzate non si affidano a chi è privo di integrità, autocontrollo, perseveranza, gratitudine e stabilità.

La preoccupazione di fondo non è custodire un segreto tecnico. È valutare che tipo di persona diventerà depositaria dell’arte.

Purtroppo molti insegnanti, in Occidente come in Oriente, queste regole le hanno dimenticate o comunque non le applicano. Lo fanno per avidità: danno più importanza al denaro in entrata che alla pratica autentica. Il Tai Chi diventa così un banale servizio a gettoni, dove chi paga ottiene.

La pratica autentica si passa da cuore a cuore. Per questo, a chi chiede classi interne, percorsi avanzati o lezioni private, queste dieci regole le applico alla lettera.