Wu Gongzao: il maestro dello stile Wu e il Gold Book
Wu Gongzao, in cinese tradizionale (吳公藻, 1902-1983), trascritto anche Wu Kung-tsao secondo il sistema Wade-Giles, fu uno dei grandi maestri del Taijiquan stile Wu nel Novecento. Nato nel 1902 e morto nel 1983, apparteneva alla terza generazione della famiglia Wu.
Era il secondo figlio di Wu Jianquan (吳鑑泉), il grande sistematizzatore dello stile Wu, e nipote di Wu Quanyou (吳全佑), figura fondamentale nella nascita di questo lignaggio. Era inoltre fratello minore di Wu Gongyi (吳公儀) e fratello maggiore di Wu Yinghua (吳英華). La famiglia Wu era di origine manciù.
Wu Gongzao insegnò Taijiquan in diverse città, tra cui Pechino, Shanghai, Changsha e Hong Kong. Fu un Maestro rispettato non solo per la pratica, ma anche per il contributo teorico dato alla trasmissione dello stile Wu.

La formazione con Yang Shaohou
Da giovane Wu Gongzao studiò Taijiquan insieme al fratello Wu Gongyi. Poiché il nonno Wu Quanyou era morto quando lui era ancora molto giovane, la loro formazione fu affidata anche a Yang Shaohou (楊少侯), uno dei maestri più severi e marziali della terza generazione della famiglia Yang.
Questo punto è importante per comprendere il legame profondo tra lo stile Wu e la linea Yang più compatta e combattiva. Lo stile Wu non nasce isolato, ma si sviluppa dalla trasmissione di Wu Quanyou, collegata a Yang Luchan e soprattutto a Yang Banhou.
Attraverso Yang Shaohou, i figli di Wu Jianquan entrarono ulteriormente in contatto con una modalità di pratica basata sul piccolo cerchio, sulla compattezza, sulla neutralizzazione e sull’uso sottile della forza.
È bene però non confondere lo stile Wu della famiglia Wu (吳式), con lo stile Wu (Hao), collegato invece a Wu Yuxiang (武禹襄), allievo diretto di Yang Luchan e autore del secondo dei Classici della storia del Taijiquan. Si tratta di due lignaggi e stili diversi, anche se in italiano e nelle trascrizioni occidentali possono creare confusione.
Il Gold Book e i Quaranta capitoli
Il nome di Wu Gongzao è legato soprattutto al libro Wu Jia Taijiquan (吳家太極拳), “Il Taijiquan della famiglia Wu”, pubblicato nel 1935 e conosciuto in ambiente anglofono come The Gold Book, a causa del colore dorato della copertina.

L’opera è particolarmente importante perché include un commento ai cosiddetti “Quaranta capitoli” sul Taijiquan, testi che secondo la tradizione della famiglia Wu sarebbero stati trasmessi da Yang Banhou a Wu Quanyou.
Questo collegamento è fondamentale: attraverso il Gold Book, Wu Gongzao non si limita a presentare il metodo della propria famiglia, ma conserva e commenta una parte della tradizione teorica collegata alla linea Yang Banhou / Wu Quanyou.
Un insegnamento dal Gold Book
Nel suo commento, Wu Gongzao insiste su un punto centrale del Taijiquan: la vittoria non nasce dall’uso brutale della forza.
Richiamando i testi Classici, egli spiega che nelle altre scuole di pugilato spesso il forte prevale sul debole, mentre nel Taijiquan il principio è diverso. L’arte non si basa sulla forza muscolare per sconfiggere l’avversario, ma sulla capacità di ascoltare, trasformare, neutralizzare e usare il minimo per controllare il massimo.
La celebre immagine dei “quattro liang che deviano mille jin” indica proprio questo: una piccola quantità di forza, se applicata con struttura, tempo, ascolto e precisione, può deviare una forza molto più grande.
Per Wu Gongzao, il Taijiquan non era soltanto un metodo marziale. Era anche un’arte per coltivare corpo e mente, rafforzare la salute, regolare il respiro e preservare la vitalità. Questa doppia natura — marziale e salutistica — è uno degli aspetti più profondi dello stile Wu.
Insegnamento e trasmissione
Negli anni ’20 del 1900, Wu Gongzao prestò servizio come ufficiale nell’esercito nazionalista. In seguito insegnò arti marziali presso il centro di addestramento dell’Hunan e collaborò con ambienti importanti della cultura marziale cinese moderna, tra cui la scuola Jingwu.
Nel 1937 fondò una scuola della famiglia Wu a Hong Kong, contribuendo alla diffusione dello stile fuori dalla Cina continentale. Divenne inoltre noto per il lavoro sul neigong (內功), cioè l’aspetto interno della pratica, applicato sia allo sviluppo marziale sia alla coltivazione della salute secondo i principi della tradizione cinese.
Dopo il 1949 rimase nella Cina continentale. Le biografie tradizionali della famiglia Wu riportano che, durante e dopo gli anni della Rivoluzione Culturale, subì gravi persecuzioni a causa del suo passato militare, del suo ruolo di insegnante tradizionale e del legame con una famiglia marziale attiva anche a Hong Kong. Fu rilasciato alla fine degli anni Settanta e poté poi tornare a Hong Kong.
L’eredità di Wu Gongzao
Wu Gongzao morì nel 1983. Il suo contributo più importante rimane duplice: da un lato la trasmissione pratica dello stile Wu, dall’altro la conservazione scritta di una parte preziosa della teoria del Taijiquan attraverso il Gold Book.
Suo figlio Wu Daxin (吳大新) fu a sua volta un importante insegnante della famiglia Wu e contribuì alla trasmissione internazionale dello stile.
Ricordare Wu Gongzao significa ricordare che il Taijiquan non vive soltanto nelle forme e negli esercizi, ma anche nei testi, nei commentari e nella capacità di collegare pratica corporea, teoria classica e trasmissione familiare.
Per comprendere davvero il Taijiquan, oltre gli stili
Lo stile Wu, come lo stile Yang, Chen, Sun e gli altri grandi lignaggi del Taijiquan, possiede forme, metodi e caratteristiche specifiche. Tuttavia, per comprendere i principi profondi dell’arte — vuoto e pieno, ascolto, trasformazione della forza, centralità, continuità, radicamento e uso intelligente del corpo — è necessario tornare ai testi classici.
Il primo riferimento teorico fondamentale è il Classico del Taijiquan attribuito a Wang Zongyue (王宗岳). A questo si affiancano gli scritti di Wu Yuxiang (武禹襄) e Li Yiyu (李亦畬), che costituiscono una delle prime grandi sistematizzazioni scritte della teoria del Taijiquan.
Nel libro I tre Classici del Taijiquan di Wang, Wu e Li questi testi vengono tradotti e commentati frase per frase, con spiegazioni pratiche, teoriche, linguistiche, filosofiche e storico-culturali. È uno studio pensato per chi vuole andare oltre la superficie delle forme e comprendere il Taijiquan a prescindere dallo stile praticato.

